SISTRI come motore dell’economia e fonte di sviluppo ed innovazione, ecco perché:
Il SIStema di Tracciabilità RIfiuti ha avuto il suo esordio formale con la pubblicazione del primo decreto sulla materia, nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio 2010; il Sole24ore – a firma di Paolo Pipere – ne pubblicò notizia il 14 gennaio, con il titolo “Rifiuti tracciabili online contro il traffico illecito”.
Trascorso oltre un anno e molti decreti correttivi, diamo di seguito alcuni spunti, che elenchiamo in ordine sparso in “versione 1.0”, per una chiave di lettura diversa: il SISTRI come motore dell’economia e fonte di sviluppo ed innovazione, ecco perché:
· ha costretto ad un adeguamento organizzativo e tecnologico gli enti pubblici che presiedono all’esercizio del sistema
· servizi di formazione, convegni, tavole rotonde hanno accompagnato le diverse fasi di crescita del SISTRI, con il relativo indotto:
- sono state avviate nuove iniziative editoriali, sulla carta stampata e nel web (forum, siti di servizio, …
- si è creata una nicchia di consulenza professionale (associazioni di categoria, consulenti tecnici e in materie giuridiche)
· le imprese hanno dovuto decidersi ad effettuare un adeguamento tecnologico del loro hardware, e si è sviluppata la vendita di hardware e software “generici”,
· è cresciuta – per necessità – la domanda di connettività e di sistemi di comunicazione, e quindi la vendita di servizi di telefonia e di connettività (ADSL potenziate, collegamenti web e UMTS, …)
· sono nate nicchie di servizio, in attività già esistenti, per l’installazione di strumentazione “ad hoc”, come le black box
· le imprese si sono attivate per il primo impiego o rinnovo del software di gestione dei rifiuti
· le aziende hanno dovuto guardarsi “dentro” e verificare l’adeguatezza dei processi amministrativi ed organizzativi e rivedere – spesso creare ex novo – un sistema di deleghe e responsabilità che fosse davvero efficace
· alcune software house hanno cessato l’attività, altre hanno dovuto aggregarsi per competere e puntare ad una dimensione adeguata, riducendo la frammentazione del mercato e l’inefficacia ed onerosità delle proposte
· i gestori degli impianti hanno dovuto riesaminare tutta la filiera organizzativa e gestionale, puntando alla definizione preventiva di un quadro di riferimento (omologa del rifiuto, fase di trasporto, fase di trattamento), prima che venga effettuata la movimentazione “fisica” del rifiuto
· i siti istituzionali (del ministero, del sistema camerale, dell’albo gestori, delle regioni, delle provincie, ….) si sono aperti alla fornitura di servizi online
· i data base su cui sono contenuti gli archivi relativi ai dati di tutti gli operatori diventeranno risorse accessibili per la consultazione di dati aggiornati in tempo reale
· è finalmente operativa la categoria degli intermediari non detentori, con tutti i necessari elementi di garanzia e trasparenza…
· software open source: Firefox ha aumentato la propria quota di penetrazione nelle imprese (la chiavetta USB monta solo questo browser…)
· i produttori di rifiuti sono stati responsabilizzati e, con il dlgs 205/2010, sono anche oggetto di controllo da parte delle provincie
· i trasportatori di rifiuti hanno dovuto informatizzarsi e formare il loro personale
E gli aspetti negativi? Per trovarli basta interrogare un qualunque motore di ricerca, e perdersi nei forum, nei blog, nelle note di agenzie di stampa, nelle newsletter di associazioni…
Che cosa ne pensi? Aggiungiamo altri punti, aggreghiamo quelli già esposti secondo temi omogenei, …..
Tags: gestione dei rifiuti industriali, innovazione, sistri




Fantastico, tutto questo era già nella mia mente, è stato come se qualcuno riuscisse a leggerne il contenuto.
Credo comunque che, probabilmente, qualcuno a Roma dovesse avere qualche parente che produce chiavette USB, black box, software, ecc. ecc.
Il sistema di per sè funzionerebbe se solo fosse meno complicato o meglio più comprensibile a tutti.
In ogni caso non è così che si fa guerra all'ecomafia
Grazie Cesare dell'appassionato (e condivisibile) commento, anche l'azienda per cui lavoro ha "combattuto" per mesi con email e call center; solo fra qualche giorno potremo capire SE il sistema funziona, senza considerare che ci manca ancora l'interoperabilità…
Ti consiglio di insistere, in particolare con la tua associazione di categoria: è un tuo diritto poter dare un servizio alla collettività, senza oneri aggiuntivi, con la piena soddisfazione e nel rispetto delle esigenze di tutte le parti interessate!
Siamo una piccola impresa che da venti anni svolge attività di microraccolta di rifiuti sanitari e che con l’entrata a regime del sistri non potrà più svolgere questo lavoro con conseguente licenziamento di due autisti. Si sperava, dopo quarantadue fax ed email senza risposta, in una revisione del sistema e invece questi signori tirano dritti fregandosene delle tante realtà che influenzano pesantemente il mondo dei rifiuti.
Noi dobbiamo vedere dai 40 ai 60 produttori di rifiuti al giorno (dentisti, veterinari, barbieri, ecc.): Vi
immaginate (qualsiasi imprevisto incidenti, lavori in corso, assenza momentanea del cliente ecc.) dover attuare la pianificazione del viaggio stabilito dal sistri?
e stabilire i pesi in anticipo sulla presa dei rifiuti (qualche chilo per i dentisti e grammi per i barbieri)?
e recarsi con tutti i mezzi di trasporto (attualmente i mezzi piccoli trasbordano in un mezzo grande che il giorno dopo va al termovalorizzatore) entro la giornata a impianti che distano anche trecento chilometri dal luogo di presa dei rifiuti?
e i tempi (riusciremo a fare 15 – 20 clienti ) che costi porteranno? le le domande sarebbero davvero tante,
e i nostri problemi sono i problemi di migliaia di operatori e se tutto questo vi sembra un motore per l’economia o noi o Voi abbiamo sbagliato qualcosa.
Cordiali saluti.